Igiene sicura con le nuove fibre antibatteriche di poliestere EASTLON

BTTfibre offre da oggi una gamma più ampia di fibre antibatteriche per tessuti non tessuti e tessuti tecnici confermando la leadership in Italia nell’offerta delle fibre tecniche. La nuova fibra di Far Eastern è prodotta nella casa madre di Taiwan. La sede taiwanese sta infatti concentrando i propri investimenti nella realizzazione di fibre altamente specializzate ed è sempre stata rappresentata in Italia con successo da BTTfibre. La nuova fibra combina efficienza a economicità per la nuova crescente domanda del mercato di prodotti sicuri per la salute. La base della fibra è un tradizionale poliestere di alta qualità mentre il principio attivo segue l’evoluzione della famiglia di additivi a base ossido di argento. Si tratta tuttavia di una nuova generazione di additivi dalla più elevata efficacia messi a punto dai laboratori dello stesso gruppo chimico Far Eastern. Il documento che riporta i risultati del test di inibizione della crescita batterica è scaricabile in versione pdf dimostrando gli ottimi risultati raggiunti. Esso è incorporato nella fibra che pertanto ha effetto prolungato nel tempo, è resistente ai lavaggi e non ha controindicazioni per il contatto con la pelle. L’effetto antibatterico è indicato anche per eliminare gli odori sviluppati dal prolungato contatto con acqua dei tessili anche monouso e igienizza il tessuto inibendo la crescita di batteri. L’efficienza della fibra è tanto più elevata quando più le fibre sono ben mescolate con le altre in modo da creare una ragnatela di protezione. La fibra nelle versioni 2250ABN1per non-tessuti agugliati o filati e 25301ABW1 per tecnologia spulacing è 100% riciclabile. Il prezzo di vendita attuale è tra 3,50 e 3,55 euro/kg ed è disponibile...

FIBRE: quando l’esasperata necessità di NOVITÀ crea danni e non risolve problemi

Da oltre 20 anni BTT ricerca in tutto il mondo le migliori innovazioni nel settore delle materie prime tessili come le fibre, studiandone attentamente le proprietà; per poi selezionare le aziende in grado di esaltarne le caratteristiche sulla base delle tecnologie installate e alle tipologie di mercato cui sono più introdotti. Questa strategia ha permesso di lanciare nel tempo soprattutto nel settore dei tessuti tecnici e tessuti-non-tessuti fibre nate sulla base di qualche esigenza di importanti clienti o per intuizione dei tecnici ma spesso lanciate sul mercato in modo errato (anche con investimenti sostanziosi e inutili) come è successo nel settore non-tessuti per le microfibre splittabili o la fibra tencel ma anche per la fibra pla (ingeo), il cotone bio (organic) e per le fibre antibatterire come Amicor, le fibre sintetiche “veramente” prive di metalli pesanti, più recentemente le fibre sintetiche altamente idrofiliche o le fibre in biopolimero ecocompatibile. Fibre spesso nate da tecnici ma poi catturate e gestite dagli uffici marketing e PR del settore “abbigliamento” sempre a caccia di novità per i lettori di riviste glamour, per trasformare fibre con contenuti tecnici in oggetti “di” moda o “alla” MODA ma dalla vita effimera e breve, che finiscono nelle ultime pagine delle collezioni dopo 2 stagioni perché se non “prendono” subito campo, si perdono nell’oblio delle fibre “bruciate”. Sono sempre stati gli uffici marketing che sognano il successo nel settore “MODA” ad etichettare le fibre per aspetti impropri nell’intenzione di semplificare la visione del consumatore finale ma complicando la vita ai tecnici nel processo di riqualificazione e riattribuzione del giusto ruolo alla materia prima. Così è stato per...

Le fibre superassorbenti di TECHNICAL ABSORBENT UK

Tra gli impieghi più interessanti delle fibre superassorbenti (www.techabsorbents.com) ci sono i feltri agugliati e nontessuti thermobond per il mantenimento naturale degli strati verdi come prati, aiuole e fioriere. Gli obiettivi principali sono: 1. contenimento nei consumi di acqua – soprattutto nelle aree a bassa piovosità, 2. mantenimento dell’umidità costante del suolo in prossimità delle radici – soprattuto nei periodi siccitosi, 3. riduzione dei rischi di stagnazione superficiale dell’acqua piovana o per eccesso di innaffiatura, 4. riduzione rischi di erosione dello strato biologicamente più ricco e fertile, 5. stimolazione della radicazione nei prati artificiali. Queste le principali applicazioni: 1. geotessili: feltri drenanti per il mantenimento del manto erboso nei campi da golf, parchi pubblici e giardini; 2. bioedilizia: nontessuti e feltri drenanti per il mantenimento del manto erboso nei terrazzi verdi e negli eco-tetti; 3. sport: feltri e nontessuti drenanti per campi artificiali di calcetto, calcio, tennis e altri sport all’aperto; 4. rimboschimento e ricostruzione manto verde (post incendio, frane ecc): feltri drenanti in particolare per terreni in pendenza. Le fibre superassorbenti sono mescolate nei feltri e nontessuti in percentuali diverse a seconda della applicazione, così come il peso e struttura dei feltri e dei nontessuti. I substrati possono essere realizzati in fibre sintetiche, rinforzati con reti o accoppiati a strutture tessili diverse per il mantenimento delle prestazione nel lungo periodo o in fibre naturali come juta, rigenerate come cotone e lana. La fibra superassorbente è sintetica, non biodegradabile. Assorbe rapidamente fino a 20 volte il proprio peso gelificando per poi tornare alla struttura di fibra quando disidratata; la disidratazione forzata richiede l’impiego di elevata energia termica in quanto...

Fibre Antimony free

È diventato quasi un imperativo: le fibre di poliestere devono essere sempre più antimony free (senza antimonio). In realtà c’è un criterio fissato dalla norma europea (v.sotto) ma ci sono anche studi che evidenziano le problematiche dell’antimonio presente nel PET a contatto con gli alimenti (con cui ormai si produce la fibra di poliestere e al contempo anche il polimero delle bottiglie). Cos’è l’antimonio: Elemento N.51 simbolo SB. In quanto semimetallo, l’antimonio ha l’aspetto di un metallo, ma non ne ha il comportamento tipico chimico e fisico. Reagisce con gli acidi ossidanti e con gli alogeni. L’antimonio è calcofilo, si accompagna spesso allo zolfo, al tellurio e ad alcuni metalli pesanti: piombo, rame e argento. Gli ossidi e i solfuri di antimonio, l’antimoniato (V) di sodio (NaSbO3) e il tricloruro di antimonio (III) (SbCl3) sono usati nella produzione di composti ignifughi, di smalti, di vernici, di vetri e di ceramiche e come catalizzatori di esterificazione (ndr: il PET) (https://it.wikipedia.org/wiki/Antimonio) Dove si trova: Nella produzione di PET si richiede l’impiego di un catalizzatore tossico, il triossido d’antimonio (Sb2O3). L’elevata concentrazione di antimonio nel PET (fino a 300mg di antimonio per kg di plastica), combinata con l’elevata temperatura d’utilizzo, può provocare un aumento della migrazione di tale elemento nelle derrate alimentari… Il quantitativo di antimonio nelle fibre di poliestere non deve superare le 300 ppm (ndr:legge EU96/304/CE). Le risposte del produttore di PET Far Eastern Textile Il gruppo Far Eastern produce fibre di PET contenenti mediamente livelli di antimonio tra 5-6 gr/kg quindi largamente inferiore alla norma. Tuttavia a fronte di una specifica richiesta di impieghi della fibra PET nei separatori...

Nuova fibra bi-componente PET/COPET 3,2 den per non-tessuti, feltri e ovatte termolegate

La fibra si colloca in uno stadio intermedio tra le tradizionali fibre di 4,4 e 2,2 den. Queste ultime sono mediamente più costose. La nuova fibra 3,2 den viene prodotta e venduta da Far Eastern Textile group allo stesso prezzo/kg della fibra 4,4 den. I vantaggi sono evidenti a seconda degli obiettivi: 1. maggiori punti di legatura a parità di % di bi-componente impiegato e di peso mt2 del prodotto finale 2. riduzione del peso del manufatto a parità di capacità di resistenza alla trazione 3. miglioramento della sofficità tattile 4. miglioramento della rigidità strutturale 5. economicità La fibra è disponibile in Europa per campionature. Distributore: RMBfibres Ch....